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A Cisternino, nel trullo dove vivo e lavoro, tra i muretti a secco, gli ulivi e i miei gatti ho trovato una dimensione temporale più lenta e più proficua, che ha ridisegnato sia le aspettative sia le condizioni del mio lavoro, dandogli solo la forma del tempo, che mi ha permesso di seguire gli stimoli esterni, allargare la visione lasciando vivere le sensazioni.
In questa dimensione ho scritto due romanzi: “Le cose da cui sei sparito” e “Più forte dell’abbandono”, pubblicati nel 2019 e nel 2022.
Ora sono alle prese con il terzo che ha ancora un po’ di strada da fare prima di giungere all’ultima pagina.
La custode delle storie perdute
C’è chi perde un cappellino, un mazzo di chiavi, un braccialetto fatto da un bambino. E poi c’è chi, lungo la strada, finisce per perdere qualcosa di molto più difficile da nominare: la fiducia, la voce, il coraggio di scegliere per sé. È da questa intuizione semplice e potentissima che prende vita La custode delle storie perdute, il mio nuovo romanzo.
La protagonista è Sofia, una donna che ha passato gran parte della propria vita dentro aspettative decise da altri: un padre severo, una carriera non scelta, un matrimonio apparentemente ordinato ma costruito su silenzi, assenze e verità taciute. Dopo la morte del marito Francesco, Sofia scopre che la sua vita coniugale non era ciò che credeva: dietro le assenze, i viaggi di lavoro e la distanza emotiva si nascondeva un’altra famiglia, un’esistenza parallela di cui tutti sembravano sapere qualcosa, tranne lei.
Da quella frattura nasce una fuga, ma anche una liberazione. Sofia lascia tutto e si trasferisce in una casa bianca nella Valle d’Itria, lungo il sentiero dell’acquedotto pugliese. Qui, quasi per caso, comincia a raccogliere gli oggetti smarriti dai passanti e a sistemarli in una bacheca, in attesa che qualcuno torni a reclamarli. Quella piccola raccolta di cose perdute diventa presto molto più di un gesto gentile: diventa un modo per ascoltare le vite degli altri, per dare un posto agli smarrimenti, per credere che niente sia davvero irrecuperabile.
Intorno a Sofia si muove una comunità fatta di camminatori, vicini, incontri imprevisti e silenzi buoni. Tra questi c’è Rocco, falegname capace di riparare mobili, ma anche di avvicinarsi con delicatezza alle crepe degli esseri umani. Il loro rapporto non ha la forma rassicurante delle promesse assolute, ma quella più vera e fragile di una presenza scelta giorno per giorno. Entrambi portano con sé mancanze, ferite, legami incompiuti.
Entrambi imparano che si può amare senza possedere, restare senza imprigionare, ricominciare senza cancellare ciò che è stato.
La custode delle storie perdute parla a chi ha dovuto ricominciare dopo una delusione, a chi si è sentito definito dallo sguardo degli altri, a chi ha imparato troppo tardi che la propria voce andava difesa. Ma parla anche a chi crede ancora nei gesti piccoli: raccogliere, custodire, aspettare, restituire.
Nel suo percorso, Sofia comprende che non si diventa custodi solo degli oggetti altrui. Si diventa, prima di tutto, custodi della propria vita. E il romanzo accompagna il lettore proprio lì: nel punto in cui ciò che sembrava perduto può tornare a esistere in una forma nuova.
La custode delle storie perdute è un romanzo di grande sensibilità, capace di intrecciare introspezione, paesaggio e relazioni umane. Una storia sulla seconda possibilità, sulla libertà di cambiare strada e sulla bellezza silenziosa di quei luoghi in cui, finalmente, ci si sente a casa.
Arance, alici e altre malinconie
Quattro racconti che sono storie di vite e anime, intrise di una sottile nostalgia, come avessero un sottofondo melodioso e malinconico, che rimanda ad altri tempi, ad altri luoghi.
I protagonisti sono osservatori: guardano il mondo, l’altro e loro stessi, fuori e dentro, alla stregua di esploratori del non detto. C’è una lettera che attende di essere aperta, il mare e i suoi viaggiatori, una piccola casa che i palazzi cercano di soffocare, e una misteriosa torre che si erge su una piazza.
Ai racconti sono accostate quattro ricette, in un continuo gioco tra i sensi.
Più forte dell'abbandono
Bianca è una fotografa e scrive di luoghi abbandonati. Anche la sua vita è stata segnata da abbandoni, eventi che l’hanno ferita e che l’hanno spinta progressivamente verso la solitudine.
Il racconto dei suoi viaggi alla scoperta di posti fatiscenti, dove l’unica presenza viva è la memoria, si alterna alle sue complicate vicende personali facendo emergere un’emotività continuamente esposta tra il vivere una relazione o abbandonarla. Una serie di personaggi che le ruotano intorno fa da corollario alla sua complicata e intensa figura di donna visionaria, amante delle cosiddette “pietre morte” e dei silenzi, fino alla presa di coscienza finale che darà una svolta al suo cammino.
Le cose da cui sei sparito
Caterina perde il marito Giulio Rinaldi disperso in mare in circostanze non chiarite e precipita in uno stato di assenza in cui vuole fermare tutto ciò che le sta intorno per rifugiarsi nel ricordo di lui, ritenuto l’unico fulcro della sua vita. Si defila nella casa di campagna e lì si allontana da tutti perfino dalle parole che le risultano sempre più difficili.
Un fatto imprevisto fa scattare il risveglio dal torpore in cui è precipitata: crede di ritrovare il marito in un uomo “uguale, ma diverso” incontrato per caso. Da lì comincia ad insinuarsi in lei il dubbio sugli eventi legati alla morte di Giulio e a poco a poco si convince che dietro la sua scomparsa si celi ben altro anche perché continuano ad affiorarle aneddoti e flash della loro vita che fino ad allora non aveva mai considerato. E’ questo il continuo remind che la casa di campagna le suggerisce.
Dopo aver ritrovato un file contenente i dati di un trasferimento di capitali su di un conto estero, si affida ad un’agenzia investigativa per avere prove dettagliate e scopre che Giulio è molto probabilmente un certo Lucien Vergez che vive sull’isola di Saint Martin con una attivista ambientalista che sicuramente lo ha aiutato a sparire.
Per la prima volta Caterina, da sola, affronta un viaggio intercontinentale e raggiunge l’isola alla ricerca di Giulio-Lucien. Vuole capire come ha potuto simulare la morte e trasformarsi in una nuova persona senza che lei abbia mai intuito nulla.
Il trasferimento, la ricerca, la conoscenza di nuove persone e soprattutto di una nuova parte di se stessa di fronte ad una circostanza anomala e contrastante porteranno Caterina alla scoperta di una nuova dimensione emotiva ed esistenziale.
Gatti e altri A-mici.
Scritto ed illustrato da Antonella Massa.
Quattro storie di gatti, che raccontano la libertà, l’accettazione del diverso, la convivenza, la conoscenza del nuovo.
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