Trullo al tramonto - Antonella Massa
Trullo al tramonto - Antonella Massa

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Sono Antonella

nata a Sanremo, diversamente giovane, 68 anni, portati il meglio possibile soprattutto mentalmente perché ritengo che tenere le proprie risorse mentali aperte e disponibili alla conoscenza sia la prerogativa per sentirsi sempre entusiasti e meravigliati rispetto a ciò che la vita ci riserva quotidianamente.
Primo piano Antonella Massa

Sono Antonella

nata a Sanremo, diversamente giovane, 68 anni, portati il meglio possibile soprattutto mentalmente perché ritengo che tenere le proprie risorse mentali aperte e disponibili alla conoscenza sia la prerogativa per sentirsi sempre entusiasti e meravigliati rispetto a ciò che la vita ci riserva quotidianamente.
Primo piano Antonella Massa

Non ho sempre fatto l’artista perché ho alle spalle studi tecnici (sono diplomata in Ragioneria) e per qualche anno dopo il diploma ho lavorato in uffici, aziende e sono stata titolare di un esercizio commerciale.

Poi, finalmente, ho preso la mia seconda decisione radicale (la prima era stata sposarmi e trasferirmi a Bergamo da Sanremo, dal mare alla nebbia…) e cioè di dedicarmi unicamente a quella che per il momento era solo una passione nel tempo libero: la pittura.

Dopo aver frequentato per dieci anni la bottega di un maestro pittore e scultore e aver appreso diverse tecniche, compresa quella dell’affresco, ho creduto di poter essere e fare ciò che mi sentivo da sempre dentro: l’artista.

Vivere d’arte non è stato affatto facile e remunerativo.

Vivere vendendo i propri quadri senza assoggettarsi alla clientela, al mercato, ai galleristi, ai concorsi, alle mode…. è praticamente una battaglia. 

Fare arte, pensare arte, creare arte, vivere d’arte.

Work in progress di alcuni miei lavori - Antonella Massa
Antonella Massa in riva al mare con la sua macchina fotografica

O combatti con te stessa e rinunci alla tua coerenza o combatti contro gli altri.

O combatti con te stessa e rinunci alla tua coerenza per vendere cose che non senti o combatti contro gli altri che vogliono sempre qualcosa di diverso da quello che fai in quel momento.

Ma sono andata sempre avanti, con i miei mezzi, con i miei passi e ho sempre fatto ciò che sentivo di fare, indipendentemente dalle risposte altrui.

Non ho scelto di essere un artista perché mi affascinava un mondo che poteva essere economicamente vantaggioso e di successo, ho scelto questa strada perché ho sempre pensato che nell’atto creativo ci fosse un mezzo straordinario per poter conoscere sé stessi, i propri bisogni interiori, le profondità dei nostri archivi animici diventando l’unica strada per poter portare fuori il “dentro”.

Con questo intento mi sono avvicinata alla pratica dell’arte terapia quando ancora non era un’attività veramente riconosciuta e non se ne sentiva parlare, come adesso in cui esistono corsi e percorsi di ogni genere che portano questa “etichetta magica”.

Trent’anni fa sono entrata all’ospedale psichiatrico di Bergamo per improntare il mio primo laboratorio con i pazienti residenti e con quelli esterni, trasferiti in abitazioni collettive seguite dagli educatori.

Antonella Massa in riva al mare con la sua macchina fotografica

O combatti con te stessa e rinunci alla tua coerenza o combatti contro gli altri.

O combatti con te stessa e rinunci alla tua coerenza per vendere cose che non senti o combatti contro gli altri che vogliono sempre qualcosa di diverso da quello che fai in quel momento. Ma sono andata sempre avanti, con i miei mezzi, con i miei passi e ho sempre fatto ciò che sentivo di fare, indipendentemente dalle risposte altrui. Non ho scelto di essere un artista perché mi affascinava un mondo che poteva essere economicamente vantaggioso e di successo, ho scelto questa strada perché ho sempre pensato che nell’atto creativo ci fosse un mezzo straordinario per poter conoscere sé stessi, i propri bisogni interiori, le profondità dei nostri archivi animici diventando l’unica strada per poter portare fuori il “dentro”. Con questo intento mi sono avvicinata alla pratica dell’arte terapia quando ancora non era un’attività veramente riconosciuta e non se ne sentiva parlare, come adesso in cui esistono corsi e percorsi di ogni genere che portano questa “etichetta magica”. Trent’anni fa sono entrata all’ospedale psichiatrico di Bergamo per improntare il mio primo laboratorio con i pazienti residenti e con quelli esterni, trasferiti in abitazioni collettive seguite dagli educatori.

È stata la prima esperienza forte del mio cammino, ripetuta poi in altri anni, migliorata, corretta, trasformata, arricchita, l’esperienza che mi ha fatto definitivamente capire che avrei potuto offrire qualcosa di speciale ed unico a tante persone, lavorando insieme con le immagini, i colori, i segni, i racconti, le storie.

Nel corso degli anni ho avuto diversi atéliers in cui ho insegnato disegno e pittura e ho praticato l’arteterapia.

Ai miei cavalletti si sono succeduti allievi di ogni età, formazione, provenienza, aspettativa e con tutti ho lavorato intensamente per cercare di far loro raggiungere quel particolare stato di gratificazione che l’arte può offrire, mettendoci in contatto con il nostro sé migliore, quello che ha tanto da comunicare, quello che riesce a staccarsi dai condizionamenti, quello che percepisce le energie sottili, quello che mette in luce le cose ferme e le trasforma in opportunità di crescita.

Ho lavorato così, alternando il mio lavoro di ricerca artistica personale a quello con gli allievi o ai laboratori scolastici o ai laboratori in istituti psichiatrici, organizzando mostre, incontri culturali, eventi socio aggregativi a tema, curando progetti come quello preparato per sostenere la candidatura Unesco delle Mura venete Bergamasche (#dentrofuorilemura).

Antonella Massa

Abbandonarsi all’imperfezione delle cose e dei momenti, perché niente è per sempre e niente è perfetto.

Particolari di un Trullo - Antonella Massa

Amo le cose che trasmettono un vissuto, una storia, che hanno tracce di strade percorse e di cambiamenti, di racconti e di trasformazioni.

Nel 2018 ho lasciato definitivamente Bergamo, il mio studio, l’associazione culturale Arthaus da me fondata e mi sono trasferita in un trullo della campagna pugliese, nei pressi di uno dei borghi più belli d’Italia, Cisternino, dove vivo e lavoro tra gli ulivi, i muretti a secco e i miei gatti.

In questa fase più “bucolica” della mia vita ho ridimensionato sia le aspettative sia le condizioni del mio lavoro dandogli solo la forma del tempo ovvero seguire i ritmi lenti, seguire gli stimoli esterni, allargare sempre la visione, lasciar vivere le sensazioni, abbandonarsi all’imperfezione delle cose e dei momenti, perché niente è per sempre e niente è perfetto.

Seguo questo concetto che appartiene in parte alla tradizione culturale giapponese detta wabisabi nel mio stile pittorico e soprattutto nella mia vita.

Amo le cose che trasmettono un vissuto, una storia, che hanno tracce di strade percorse e di cambiamenti, di racconti e di trasformazioni.

La bellezza delle cose che sanno di tempo e che non si preoccupano dei segni che esso lascia anzi ne fanno tesoro.

Grazie a questa nuova dimensione temporale più lenta e più proficua ho anche scritto due romanzi: “Le cose da cui sei sparito” e “Più forte dell’abbandono”, pubblicati nel 2019 e nel 2022.

Ora sono alle prese con il terzo che ha ancora un po’ di strada da fare prima di giungere all’ultima pagina.

Particolari di un Trullo - Antonella Massa

Amo le cose che trasmettono un vissuto, una storia, che hanno tracce di strade percorse e di cambiamenti, di racconti e di trasformazioni.

Nel 2018 ho lasciato definitivamente Bergamo, il mio studio, l’associazione culturale Arthaus da me fondata e mi sono trasferita in un trullo della campagna pugliese, nei pressi di uno dei borghi più belli d’Italia, Cisternino, dove vivo e lavoro tra gli ulivi, i muretti a secco e i miei gatti.

In questa fase più “bucolica” della mia vita ho ridimensionato sia le aspettative sia le condizioni del mio lavoro dandogli solo la forma del tempo ovvero seguire i ritmi lenti, seguire gli stimoli esterni, allargare sempre la visione, lasciar vivere le sensazioni, abbandonarsi all’imperfezione delle cose e dei momenti, perché niente è per sempre e niente è perfetto.

Seguo questo concetto che appartiene in parte alla tradizione culturale giapponese detta wabisabi nel mio stile pittorico e soprattutto nella mia vita.

Amo le cose che trasmettono un vissuto, una storia, che hanno tracce di strade percorse e di cambiamenti, di racconti e di trasformazioni.

La bellezza delle cose che sanno di tempo e che non si preoccupano dei segni che esso lascia anzi ne fanno tesoro.

Grazie a questa nuova dimensione temporale più lenta e più proficua ho anche scritto due romanzi: “Le cose da cui sei sparito” e “Più forte dell’abbandono”, pubblicati nel 2019 e nel 2022.

Ora sono alle prese con il terzo che ha ancora un po’ di strada da fare prima di giungere all’ultima pagina.

Tra la pittura e la scrittura, le mostre e le presentazioni dei miei libri, quest’anno ho anche organizzato il Festival del Sorriso, una rassegna di arte, filosofia, letteratura e musica con molti ospiti.

La prima edizione è andata benissimo e tutti mi hanno chiesto di ripeterla l’anno prossimo.

L’estate pugliese offre serate magiche e nei trulli l’atmosfera è sempre coinvolgente, con un sapore arcaico che riporta a storie antiche.

Quando ho lasciato Bergamo per stabilirmi in Puglia sapevo che avrei dovuto rifarmi un nuovo tessuto esistenziale, non solo lavorativo, ma umano, crearmi nuovi rapporti, conoscere nuove persone, stabilire delle relazioni e poi farle crescere mettendoci dentro tutto ciò che già ero e tutto ciò che la nuova vita mi stava offrendo.

Soprattutto ho imparato a pensare meno alle cose da fare, ma a fare quelle che mi piacciono con tempi più lenti, ma concreti. Proficui.

Le mie sperimentazioni artistiche sono continue, non le metto più da parte per un domani, ma faccio che il domani sia a portata di mano perché il tempo è giusto quando non ne percepisci i limiti, quando ciò che pensi è ciò che realizzi.

Quando ciò che fai è ciò che sei.

Antonella Massa che consulta una mappa stradale

Quando ciò che fai è ciò che sei.