Lettera da Cisternino

quarta parte

La forza arcaica della terra e la sua unione con il cielo la puoi sentire fortemente se sali al Santuario della Madonna di Ibernia poco distante dal paese, in una posizione rialzata dove l’aria si contrappone alla chiarezza della luce e ti lascia lì,  tra la facciata della chiesa e la vallata, ad ascoltare la presenza antica dei riti di fecondità. Qui si festeggia la Pasquaredde (Pasquetta) con un dolce, il churruchele, una specie di borsetta panciuta che contiene le uova sode, un chiaro riferimento al ventre materno e alla fertilità non solo filiale, ma della terra. Ovunque, in questo territorio, si respira la ritualità antica. Le danze, la pizzica, le musiche, le tradizioni culinarie, tutto  risente di quella partecipazione dionisiaca all’esistenza umana e la forza di quei sentimenti puri è rimasta  nelle persone e nelle loro abitudini.

Questa sensazione la puoi ritrovare anche al mercato settimanale del lunedì mattina. Addentrandoti tra i banchi vieni assorbito dal vociare dilagante  e subito ti lasci prendere dall’atmosfera vitale e brulicante  di persone che si trovano qui non solo per fare spese , ma soprattutto per “incontrarsi”. Un’abitudine che io vedo  come un’altra forma rituale, il luogo torna ad essere  un’antica Agorà dove la gente esprime non solo le proprie scelte materiali, ma anche quelle spirituali: trovarsi, parlarsi, chiedersi, ascoltare.

A proposito , c’è una strada in particolare che mi ricorda ancora la Grecia e soprattutto le tante Chora che ho visitato nei miei viaggi ed è Corso Umberto,  tra il centro storico e il resto del paese. Qui le facciate delle case si contrappongono alternando decori e balconi, scalini alti e ripidi ed archi eclettici che nelle ore più centrali delle giornate estive quasi accecano per il bianco   creando un contrasto deciso con l’azzurro del cielo. In ogni caso nessuna delle vie, delle piazzette, dei vicoli può essere attraversata in fretta. Tutte hanno un richiamo che ti fa fermare. Una bottega, un fiore, il profumo di una cucina aperta, un volto sorridente , sono tutti inviti a proseguire piano, lentamente.  

(continua)

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