sand frontier - ciclo Mareterranea

Ti racconto un quadro: Frontiera di sabbia…

2 Gennaio 2018

Quando ho realizzato l’opera Sand Frontier (Frontiera di sabbia) ho pensato ad una terra sconfinata in cui lo sguardo potesse perdersi senza timore di fermarsi contro qualcosa che bloccasse la voglia di espandere i propri orizzonti. che cosa c’è di più dinamico e leggero e nello stesso tempo sostanzioso e infinitesimale se non la “sabbia”?

ho pensato ad una terra in movimento le cui frontiere fossero quindi di sabbia mobile e leggera, che si potessero spostare a seconda della nostra voglia di spaziare. che creassero delle linee fluttuanti in continuo evolversi al fine di lasciarsi attraversare. una frontiera senza barriere, solo con polveri sottili che prendessero il colore dell’aurora o del tramonto. una frontiera di sabbia che delimitasse non un vero e proprio confine fisico, ma il confine dell’immaginario viaggio spaziotemporale dell’uomo, quando egli si libera dei legami e delle condizioni e s’incammina nel potere evocativo della mente.

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Sono sempre stata affascinata dal potere del “viaggio”, dalla sensazione che si prova percependo in lontananza l’esistenza di un luogo, la sensazione di un viaggiatore in  carovana mentre l’orizzonte si stempera e svela la magia di una meta ignota. Ecco dove si muovono le frontiere di sabbia, dove si creano e si disfano le sagome, dove si immaginano e poi si materializzano le verità e le scoperte…..

Sand Frontier appartiene al ciclo pittorico Mareterranea iniziato nel 2009 e tuttora in progress; il ciclo, con diversi allestimenti nel corso degli anni,  è stato esposto a Bergamo, Pagazzano, Torino, Cisternino.

le opere sono polimateriche con contaminazioni/interazioni  di pigmenti, sabbie, tessuti, dorature, sale, tè, collanti, ecc.

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L’opera è presente presso la mia abitazione.

 

 

 

 

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